L’origine del fumetto giapponese è da far risalire a un autore che ha inventato buona parte dei generi del manga e che è considerato il “dio dei manga”: Osamu Tezuka. Tezuka aveva un grande amore per l’animazione e rimase folgorato da i primi film di Walt Disney, è così che inizia a realizzare fumetti ispirandosi a caratteristiche dall’animazione (animazione di cui è pioniere: è lui a far nascere la prima serie animata televisiva, cioè il primo anime, abbreviazione del termine inglese animated video e a dar vita a quella che diventerà una smisurata produzione).
Questo tipo di struttura è poi diventata la base su cui si sono appoggiati tutti i suoi successori. Tezuka fu inoltre l’inventore dello shojo manga, il cosiddetto manga per le “ragazze”, caratterizzato dalla trama di tipo romantico e dalla particolarità di disegnare degli “occhioni” ai personaggi, prendendo spunto da Bambi, ke Tezuka adorava.
Sempre Bambi fa nascere in Tezuka il desiderio di realizzare una storia di animali; e così nasce uno dei suoi personaggi di maggior successo: Jungle Taitei, in Italia noto come Kimba, il leone bianco. Alcuni anni dopo Disney realizza Il re leone. Questa volta, anziché “ispirarsi” il film spudoratamente copia parecchi elementi della storia di Kimba.
Una curiosità: il personaggio più famoso di Tezuka (almeno in Giappone) è Atom, un bambino robot, conosciuto all’estero come Astroboy. Il bambino ha i “capelli” con due punte finali: cambia la forma ma le due punte hanno la stessa impostazione delle orecchie di Topolino di profilo.
L’Anime cosi si sviluppa grazie a nuovi autori e assume sbocchi molteplici soprattutto grazie a Shotaro Ishinomori ke nel 1964 crea Cyborg 009 e a Sampei Shirato ke disegna nel 1965 Ninja Kamui, favorendo quello ke sarà il boom degli anni 70 con le nuove promesse Nagai e Matsumoto, che saranno i precursori dei manga della nuova generazione.

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