La Birra che Bionda!
La Birra Alpirsbacher Klosterbrau è conosciuta come la Birra “all’insegna della tradizione monasteriale”:
La storia di questa birra ci riporta alla tradizione dell’arte birraria coltivata nei conventi.
I primi conventi sorsero sopratutto ai tempi di Carlo Magno, prevalentemente nel meridione della Germania. Poco dopo i frati cominciarono a produrre birra. Ancora oggi, l’industria della birra deve a loro importanti scoperte. Sono stati i monaci a perfezionare gli ingredienti ed i metodi di fabbricazione. Ed in seguito, non scoprirono soltanto che il luppolo serve alla conservazione della birra, ma che esso gli dà oltre al malto un’importante aroma.
” Che Dio ci preservi sia il luppolo che il malto!”.
Non sorprende quindi che alla voce ” birra di convento” si colleghi sempre un gusto particolarmente gradevole.
La patria di questa birra è il cuore della Foresta nera.
Da secoli viene prodotta con la famosa acqua di questo incantevole luogo. Come già dalle origini ancora oggi quest’acqua viene usata pura come sgorga dalle fonti che hanno origine dalla vicina area Naturale Protetta di Glaswiesen, ed arriva direttamente nel luogo di produzione. Dato che le zone di origine di queste fonti non sono minimamente sfiorate da influssi esterni Alpirsbacher klosterbrau ha ancora oggi l’ottimo sapore di una volta. Affinchè tutto rimanga tale, la protezione della natura e dell’ambiente è particolarmente curata.
L’azienda si impegna costantemente per ridurre il consumo di energia e di acqua, e attraverso un grande sostegno finanziario in favore di progetti di protezione della natura, provano attivamente a fare qualcosa di positivo per l’ambiente.
Nella produzione di queste pregiate birre viene fatta attenzione a tutti i materiali riciclabili. Alpirsbacher ha rinunciato (ed è stata una delle prime birrerie a farlo) all’applicazione delle capsule di stagnola sul collo delle bottiglie.
Anche in futuro hanno comunicato che si impegneranno ad usare tutte le tecniche possibiliti, in favore delle risorse naturali.